Spazi di comunità a Torino: il Community HUB di Via Baltea 3

di Martina Eandi e Simona Lupo

  • NUOVI E VECCHI CENTRI URBANI

Barriera di Milano è uno dei quartieri storici della città: ricco di contaminazioni tra culture, arti e mestieri. Caratterizzato da un passato industriale, nasce come antico borgo proletario e operaio che diventa, con la costruzione di grandi stabilimenti industriali, il simbolo dello sviluppo industriale di Torino tra il 1800 e il 1900.

Con la crisi dell’industria manifatturiera, Barriera di Milano ha perso nel tempo la sua importanza strategica e industriale, lasciando in eredità alla città, estese aree in attesa di una riconversione funzionale. 

La Città di Torino, all’interno di una visione più ampia che inizia nel 2000 con il pimo Piano Strategico, decide di investire in maniera consistente sui quartieri periferici e tra il 2011 e il 2015 promuoverà, tra i tanti, il progetto Urban Barriera per innescare un processo di trasformazione complessiva del quartiere.

Barriera di Milano è un laboratorio di trasformazione urbana e sociale: accoglie, crea e sostiene molteplici progetti a base culturale dove la comunità è il proprio fulcro. 

  • UN BUON ESEMPIO DI RIGENERAZIONE URBANA

E’ sulla scia del progetto Urban Barriera che nasce nel 2014  il Community Hub di Via Baltea 3.

“Via Baltea è un progetto di rigenerazione urbana a impatto sociale e culturale: uno spazio di comunità per promuovere pratiche sociali e culturali collaborative basate sull’attivismo e sulla partecipazione di associazioni locali” ci dice Sara Medici, socia fondatrice della Cooperativa di lavoro Sumisura e del progetto di via Baltea.

La cooperativa ha alle spalle varie esperienze su progetti di rigenerazione urbana e di accompagnamento sociale e culturale a impatto locale; progetti fortemente calati sul territorio come le “Case di Quartiere” e i “Contratti di Quartiere”.

La forza della cooperativa sta anche nella sua natura interdisciplinare: operatorə sociali, antropologə, sociologə, psicologə e numerosə architettə, innamoratə da subito dello spazio dell’ex tipografia Sosso: 900 mq di potenziale generativo.

A seguito delle esperienze raccolte, la cooperativa decide di sperimentare la gestione di un proprio spazio di comunità: “un’antenna sul territorio” che rappresentasse uno spazio fisico di riferimento per il quartiere.

“In via Baltea si producono beni e servizi, ma è anche un luogo in cui si promuove il riciclo, l’autoriparazione, lo scambio e la diminuzione dei consumi”, ci dice Carlotta Marchigiano, responsabile della comunicazione.

Dove la cultura generativa, l’impresa a impatto sociale, la produzione e l’autoproduzione si intrecciano e costruiscono relazioni solidali, garantendone la sua sostenibilità economica e mettendo in rete più di 100 associazioni ed enti attivi sul territorio.

Tra queste, la collaborazione con i Bagni di via Agliè, Casa del Quartiere di Barriera e presenza ormai storica del quartiere, riguarda la realizzazione di progetti culturali e, allo stesso tempo, rappresenta un supporto reciproco tra due realtà che lavorano sullo stesso territorio.

(cc) Il cortile – Foto Carlotta Marchigiano
  • RIGENERAZIONE URBANA E COMUNITÀ

Via Baltea ha festeggiato quest’anno i suoi nove anni di attività ed è in continua evoluzione: la mappa dei pubblici si allarga e le sue comunità si ampliano. Parliamo di comunità al plurale, perché sarebbe infatti riduttivo concentrarci nel citarne una soltanto. Via Baltea 3 e le sue comunità sono, come racconta E. Manzini:

“sono un variegato pezzo di mondo: alcuni vivono in quell’area da generazioni, altri hanno scelto di abitarci, altri sono in rappresentanza di nuovi nomadi, turisti o migranti che siano. Ciascuno di loro ha una rete di relazioni che include alcuni dei presenti ma che li connette anche con altre persone locali e non, disperse nel mondo fisico e digitale”

All’interno degli spazi e del giardino dell’ex tipografia hanno trovato vita una caffetteria sociale con ristorazione vegetariana, che costituisce uno spazio protetto nel quale sperimentare l’ inserimento lavorativo e la formazione di soggetti fragili, una cucina di comunità e un piccolo spazio vendita sfuso, la falegnameria e atelier d’arte di Alessandro Rivoir che garantisce la manutenzione degli spazi e si diverte a costruire arredi per il Community Hub, un’area coworking e aula studio, due saloni multifunzionali, un panificio specializzato in pane 100% pasta madre, la Jazz School Torino e la radio indipendente Radio Banda Larga, per citarne alcune.

Queste comunità permanenti si intrecciano con un pubblico prevalentemente composto da giovani adulti, lavoratori locali che usufruiscono del bar, giovani famiglie e studenti  che sono la nuova popolazione della Barriera di Milano, dove il mercato immobiliare resta tuttora accessibile. 

Ognuno fa parte di più comunità: quella delle mamme, dei progettisti, quella degli aperitivi e dei concerti, quella dei giovani e dei giovanissimi, e quella degli “stranieri” che utilizzano lo spazio per attività comunitarie. 

Diverse comunità con diverse esigenze, ognuna delle quali vive ed arricchisce il Community Hub di via Baltea con strumenti e intenzioni diverse, ma con lo stesso obiettivo di arricchire la sua comunità e di creare reti collaborative.  Ancora da Manzini:

“Queste reti si intrecceranno tra loro e formeranno un tessuto più fitto di relazioni tra persone, cose e luoghi. Esprimeranno e produrranno una comunità, che esiste per scelta e che è stata coscientemente o incoscientemente progettata e costruita. Si parla così di comunità volontarie, leggere, aperte in cui si bilancia l’individualità di ciascuno con il desiderio di stare e di fare qualcosa insieme.”

(cc) NOE – Nuovi Orizzonti Educativi – Foto Carlotta Marchigiano
  • QUALE FUTURO

Contando quasi 32.000 passaggi durante il 2022, via Baltea guarda verso il futuro e non ha paura di innovarsi!

La sopravvivenza di una piccola realtà è cruciale in un contesto oggi ancora decentralizzato come quello di Barriera e dopo le fatiche della pandemia.

Mantenersi vivi e attivi proponendo nuovi programmi e attività é la chiave del successo.

Via Baltea promuove oggi vari programmi culturali tra cui “Barriera a cielo aperto” e si è fatta portavoce della sfida per la pedonalizzazione permanente di via Baltea, già trasformata in “Lido” nell’estate del 2022 grazie all’appoggio del Festival Bottom Up, offrendo nuova visibilità e ampliando i propri spazi come presidio cittadino.

Con l’apertura dell’aula studio, parte dell’iniziativa Campus Diffuso della Città di Torino, sempre più studenti frequentano via Baltea piano piano ne stanno diventando i suoi abitanti.

(cc) Baltea Lido – Il lido pedonale di via Baltea – foto Carlotta Marchigiano
(cc) Suoni dal lido – rassegna di musica sfusa – Foto Carlotta Marchigiano
  • RIFLESSIONI SU TORINO

Via Baltea, insieme ai Bagni Pubblici di via Agliè e a Open Incet, è stata tra i luoghi del quartiere di Barriera visitati dai partecipanti al Cities Forum 2023, il principale evento della CE in tema di politiche urbane che quest’anno si è tenuto a Torino presso OGR, anche questo, insieme a Parco Dora, uno dei più noti spazi rigenerati della città.

Tutti questi luoghi sono anche il risultato di una volontà politica ed economica che, in fatto di politiche per lo sviluppo urbano, la Città di Torino porta avanti da più di vent’anni con un approccio innovativo, sostenendo un tessuto sociale attivo, dal quale è, a sua volta, sostenuta. 

Così, le iniziative pubbliche lasciano spazio all’ispirazione e alla creazione di luoghi altrettanto interessanti, realizzando una geografia di nuove realtà che si intersecano e si sviluppano nei quartieri più ai margini della città.


BIBLIOGRAFIA

E.Manzini, Politiche del quotidiano, Roma, Edizioni di Comunità, 2018

SITOGRAFIA