Spasmo: quando pedagogia, politica e territorio si incontrano vicino al mare

Spasmo: quando pedagogia, politica e territorio si incontrano vicino al mare.

di Luca Canduci – attivista di Spasmo

Sembrava davvero complicato durante i periodi di zone rosse e arancioni, ambire a creare pratiche di socialità che andassero oltre la pandemia, proiettate verso un futuro che potevamo solo tentare di immaginarci.

Invece è proprio in questo clima, nel febbraio 2022, che nasce Spasmo (SPAzio popolare sant’eraSMO), da un gruppo di persone provenienti da diversi luoghi e lotte diverse, spinte però dall’idea comune che fare attivismo politico oggi significa passare dalla pedagogia, dai processi di vita quotidiana e dal territorio in cui si vive, lottando quindi in prima linea contro la dispersione scolastica, l’abbandono delle periferie da parte delle istituzioni e cercando di portare avanti percorsi di autodeterminazione che risultano particolarmente urgenti.

Spasmo è quindi uno spazio dinamico, dove è possibile mettersi in gioco, sperimentarsi nella pratica della politica attiva attraverso le arti e la pedagogia, ma è anche un luogo dove attivare processi di cambiamento individuale e collettivo con l’intento di creare comunità, con un’organizzazione di tipo orizzontale e trasversale volta alla ricerca del benessere attraverso la collettività. Proprio questa trasversalità, all’interno di una condivisione di intenti e di pratiche rende Spasmo un’associazione innovativa, ma al contempo radicata sull’esperienza di tutte e tutti noi, che viviamo la città di Palermo con la consapevolezza di poter trovare contemporaneamente decadenza ed infinita bellezza.

Abitare la città di Palermo in questo momento significa per noi lottare fortemente contro un profondo processo di gentrificazione e turistificazione che ha già modificato radicalmente gran parte del centro storico1,2 e che, lentamente si espande verso le aree limitrofe. 

Un esempio di tale processo è lo sgombero delle barche di pescatori che attraccavano al porticciolo di Sant’Erasmo e che adesso non ci sono più, costrette a ripiegare verso zone più lontane come Romagnolo e Sperone per lasciare il posto ad un imponente ed ambizioso progetto che probabilmente porterà il piccolo porticciolo storico a diventare un porto per l’attracco di barche e navi turistiche, in continuità con il più famoso porto della Cala e con la passeggiata del Foro Italico.

In queste grandi opere caratterizzate da una progettazione top-down, vengono volutamente dimenticati i bisogni e le vicissitudini di chi quei luoghi li abita da sempre, bisogni molto lontani dalle logiche di profitto e mercificazione degli spazi pubblici, che quindi non possono essere contemplati.

È di qualche mese fa la notizia di un avviso di sfratto per 1300 abitazioni circa, tra le quali un agglomerato di case popolari adiacenti alla cala, nella zona della Kalsa, una notizia che ci scuote e che ci investe da vicino, perché il processo si espande a macchia d’olio, e la prossima area di interesse potrebbe essere proprio quella limitrofa a Sant’Erasmo.

Via Tiro a Segno
(cc) Spasmo

Nella Via Tiro a Segno infatti, a poche decine di metri dal porticciolo esiste un complesso molto esteso di case popolari, la maggior parte delle quali non hanno mai avuto assegnazione, portando gli abitanti ad occuparle anche laddove i lavori di costruzione e di messa in sicurezza dell’impianto fognario non fossero stati ultimati.

Il risultato è che i liquami, ancora oggi, vengono riversati direttamente in strada, nonostante le promesse di politici delle varie amministrazioni susseguitesi negli anni.

Altro cavallo di battaglia elettorale è la sanificazione o l’abbattimento di un edificio fatiscente e pericoloso posto vicino ad un piccolo campetto da calcio, dove i piccoli residenti hanno la possibilità di scambiarsi momenti di socialità attraverso il gioco.

È proprio da questo campetto che parte il lavoro di Spasmo, con l’organizzazione di un torneo di calcio popolare pensato insieme agli abitanti di via Tiro a Segno, un punto di partenza modesto, ma che ha dato il via per un rapporto con un territorio che ancora oggi va costruendosi, lentamente, come tutte quelle cose scevre da un’obsolescenza programmata.

Laboratori di disegno
(cc) Spasmo

L’ associazione Spasmo ha avuto quindi l’onore di dare vita alla prima vera e propria esperienza di scuola popolare nella città di Palermo, in completa risonanza con la rete delle scuole popolari romane3, tra cui le esperienze di DoPòLis e del comitato Mammut, ma anche con la scuola popolare di Bocs a Bagheria.

L’idea di base è che i percorsi educativi devono essere attivi, co-creati, libertari e non preimpostati o calati dall’alto. Partendo da questi presupposti pensiamo sia possibile creare una comunità educante4, attraversata da interi gruppi di persone in maniera libera ed aperta, creando scambi tra diverse culture e comunità, perché dobbiamo ricordarci sempre di quanto la diversità sia una ricchezza per ognuno di noi.

Attraverso pratiche laboratoriali e creative vogliamo creare itinerari intrisi di bellezza che vadano a scardinare stereotipi e pregiudizi e che al contempo siano fautori di percorsi individuali e collettivi di autodeterminazione e di lotta per la rivendicazione dei propri diritti.

Va detto anche che la nostra associazione non vuole sostituirsi alle istituzioni, ma al contrario, lotta contro la dispersione scolastica, ponendosi quindi come una realtà che si estende laddove la scuola non riesce ad arrivare, dove maggiormente risultano evidenti i grossi limiti che la contraddistinguono.

Chiaramente tali percorsi non sono mai semplici, portano con sé delle implicazioni di tipo socio-culturale estremamente complessi ed in quanto tali vanno pensati nell’ottica di un medio/lungo periodo, tenendo bene a mente che ci sono momenti molto fertili nella creazione di una comunità realmente educante, ma che ci sono altrettanti momenti duri, dove ci si deve mettere in discussione, all’interno dei quali ci poniamo delle domande su quali siano i migliori percorsi possibili.

Un tema su cui abbiamo spesso dibattuto è quello dei modelli classici di educazione popolare, come la maieutica di Danilo Dolci5 ed il sistema basato sul dialogo di Paulo Freire6, e sul loro eventuale superamento, ovvero sulla costruzione di nuove pratiche che, tenendo conto del passato, possano essere costruite nel presente di ciò che tutti i giorni viviamo ed attraversiamo, siano questi luoghi fisici, ma anche spazi personali, virtuali e di ogni sorta, tendendo in questo, uno sguardo aperto verso il futuro.

Momento di assemblea aperta
(cc) Spasmo

La scuola popolare di Spasmo è, a tutti gli effetti, il motore portante dell’associazione, come il nucleo di un atomo, attorno al quale però gravitano molte altre attività. 

Per finanziare i laboratori con le ragazze ed i ragazzi abbiamo dato vita al format Contr’Azioni Volontarie (ovvero agire consapevolmente attraverso delle contro-azioni), che consiste in serate di musica, aperitivi, dibattiti, assemblee aperte, ma soprattutto divertimento, perché siamo convinti che per lottare bene bisogna anche divertirsi nel farlo.

Al momento abbiamo diversi progetti attivi e collaborazioni con altre realtà del territorio, perché creare una rete, un circolo virtuoso di reciproca solidarietà con coloro che condividono con noi le stesse istanze è fondamentale per dare voce alle necessità dei quartieri e di tutti quei luoghi abbandonati dalle istituzioni.

A giugno 2022 abbiamo ospitato il Mediterraneo Antirazzista nel campetto di Via Tiro a Segno e, sia nel 2022 che quest’anno, siamo stati presenti ed attivi nell’organizzazione del carnevale sociale della seconda circoscrizione di Palermo insieme a diverse associazioni, tra cui La Casa della Cooperazione, che tra le altre cose, ci ospita dalla nostra nascita nella propria sede Arci in via ponte di mare, proprio di fronte al porticciolo di Sant’Erasmo.

Mediterraneo antirazzista 2022
(cc) Spasmo

Insieme, nel dicembre 2022 abbiamo partecipato ad un progetto di rigenerazione urbana, concretizzatosi col la realizzazione di un murale, co-progettato dall’artista Antonio Curcio, noi di Spasmo ed i ragazzi e le ragazze del quartiere, proprio sul muro di quel campetto in cui si ritrovano a giocare ogni giorno.

Inizio dei lavori al murale del campetto
(cc) Spasmo

Questo è sicuramente il primo passo di un lungo cammino:

in futuro vorremmo lanciare un crowdfunding per mettere in sicurezza il campetto stesso, che dalla sua costruzione non ha mai ricevuto nessun tipo di manutenzione, ma pensando più sul lungo periodo ci piacerebbe che scomparissero le discariche e le fogne a cielo aperto e che quell’edificio fatiscente che noi chiamiamo (non a caso) ecomostro, possa lasciare spazio alla socialità degli abitanti di via Tiro a Segno.

Per noi è stato sicuramente un anno intenso, ma mentre spegniamo la nostra prima candelina pensiamo già a tanti progetti e laboratori che abbiamo in cantiere.

Carnevale sociale 2022
(cc) Spasmo

References.

1Prestileo, F. (2021). Gentrification and new economic practices: the case of a street market in Palermo. Gentrification and New Economic Practices: The Case of a Street Market in Palermo, 99, 79–87. 

2Picone, M. (2021). Shifting Imageries: Gentrification and the New Touristic Images of the Inner City of Palermo. GeoJournal Library, 127, 37–50. 

3Stillo, L. (2022). L’educatore della scuola popolare.  Un ponte per costruire alleanze educative tra scuola, territori, persone. PEDAGOGIA OGGI, 20(2), 163–142.

4Zamengo, F., & Valenzano, N. (2019). Pratiche di comunità educanti. Pensiero riflessivo e spazi condivisi di educazione tra adulti. RICERCHE PEDAGOGICHE, 208209, 345–364. 

5Dolci, Danilo (1996). La Struttura Maieutica E L’Evolverci.

6Marques, R., Fraguas, T., & Alchieri, R. M. (2022). Theoretical and methodological aspects of Paulo Freire’s Pedagogy: a pedagogical and dialogic possibility in the teaching and learning process. Conjecturas, 22(16), 190–199.

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