Ripe San Ginesio: un’area marginale in rinascita

Borgofuturo: non solo un Festival e un’Associazione, ma una Comunità che include “le tante fragilità e precarietà del mondo contemporaneo”, coniugando il tema della sostenibilità alle dimensioni ambientale, socio-culturale ed economica. [di Luana Zamponi]

di Luana Zamponi

Ripe San Ginesio: un’area marginale in rinascita

Arroccato su una collina lungo la valle del Fiastra, Ripe San Ginesio è un borgo medievale in provincia di Macerata, che da diversi anni ospita un innovativo progetto di trasformazione e rigenerazione spaziale, relazionale e valoriale.

Borgofuturo nasce nel 2010 come Festival della sostenibilità in relazione all’entroterra, una dimensione spaziale marginale e spesso dimenticata.

All’amministrazione comunale va il merito di aver proposto e sostenuto il progetto, grazie al quale ha avuto inizio una riflessione collettiva sulla tendenza degenerativa del territorio, e di essere riuscita a promuoverlo in maniera inedita.

Votati al principio della sostenibilità sono i dibattiti, i laboratori didattici e i workshop, così come le passeggiate, gli spettacoli teatrali, i concerti e le altre forme di intrattenimento e interazione che animano il Borgo nei giorni del Festival.

Sostenibilità, dunque, non solo nell’accezione classica ecologico-ambientale – comunque presente – ma soprattutto economica e sociale.

Nel Festival trovano ospitalità e considerazione quelle piccole realtà marginali e minoritarie – ma con una spiccata componente propositiva – che altrove sarebbero state trascurate, ignorate, se non derise. Borgofuturo vuole essere innanzitutto una comunità inclusiva.

Negli anni il Festival ha creato connessioni imprevedibili, innescato riflessioni e dibattiti innovativi, animato il territorio e le sue comunità: ha offerto alternative. Borgofuturo ha stimolato il crescente fermento culturale, promuovendo nuove progettualità creative e sostenibili.

Determinante, per il raggiungimento di questo risultato, è stato – ed è – il lavoro meticoloso del gruppo di ripani che ha prima affiancato l’amministrazione comunale nell’organizzazione del Festival e poi se ne è assunto la responsabilità. In origine era un gruppo di amici accomunati per idee e passioni che con il tempo si è strutturato e ha assunto forme diverse.

Nel 2014 nasce l’Associazione Borgofuturo con l’obiettivo di instaurare, insieme alla comunità locale, un dibattito permanente, organico e strutturato sul tema della sostenibilità, nelle sue molteplici declinazioni.

Negli stessi anni, inizia a prendere forma il progetto Qui:Borgofuturo, un’estensione, un’applicazione, una programmazione di interventi a lungo termine, una proiezione sul reale di alcuni percorsi introdotti dal Festival.

La riqualificazione di un’ex-cava, la sua conversione nell’Arena – La Cava e l’affidamento di spazi comunali per la realizzazione di Botteghe artigiane sono solo alcuni esempi di questo ambizioso progetto. E, infine, l’ultimo, ma solo in termini cronologici: il percorso partecipato per la costruzione dal basso di una prospettiva condivisa per la vallata del Fiastra, lanciato nell’estate 2020.

Si tratta di un processo partecipativo, strutturato attraverso una serie di tavoli tematici, che coinvolge altri quattro comuni della vallata, oltre a Ripe San Ginesio: Colmunaro, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano e Urbisaglia.

L’obiettivo del lavoro è giungere alla definizione di una Strategia di Rigenerazione intercomunale per individuare e promuovere progettualità coerenti con l’idea di sostenibilità ambientale, sociale ed economica che il Festival, sin dal suo inizio, ha promosso.

Borgofuturo sta lentamente realizzando la propria ambizione: avvicinare lo spazio fisico Ripe San Ginesio al luogo simbolico definito dal Festival e dalla comunità che lo anima.

Segnalazioni extra

Film: “Ferro 3 – La casa vuota” (2004), Kim Ki-duk

Libro: “La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud (1961), Ernesto De Martino

 

 

 

 

 

 

 

 

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