La Carta della Partecipazione Pubblica in azione

di Elena Farnè

L’esperienza del modulo intensivo sulla partecipazione pubblica al master URISE 2026

Ripubblichiamo un articolo della nostra docente Elena Farnè pubblicato originariamente su Aip2, che racconta l’utilizzo della Carta della Partecipazione Pubblica all’interno del modulo U.Rise “Strumenti per la facilitazione e la partecipazione (Santarcangelo di Romagna – RN)”.

Il contesto formativo

U.RISE – Master universitario di secondo livello dell’Università Iuav di Venezia – forma giovani professionisti e professioniste della rigenerazione urbana e territoriale e dell’innovazione sociale. Da cinque anni ospita un modulo intensivo dedicato alla partecipazione pubblica, che coordino insieme a Chiara Pignaris e Lucio Rubini.
Il modulo è finalizzato a fornire strumenti teorici e operativi per progettare, gestire e valutare i processi partecipativi. Si rivolge a persone provenienti dal mondo della ricerca, delle professioni e delle istituzioni pubbliche che operano nei campi dell’urbanistica, della città e del territorio, ma anche della cultura, dell’educazione, dell’attivismo, del welfare e del sociale.
L’edizione 2026 si è appena svolta nella città di Santarcangelo di Romagna, che ha ospitato la classe per il secondo anno consecutivo dal 4 al 6 giugno in una tre giorni teorica e pratica dedicata agli strumenti di ingaggio e partecipazione delle comunità. Qui approfondiamo la prima giornata del modulo, dedicata alla Carta della Partecipazione Pubblica promossa da Aip2 — Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica — e da un ampio partenariato nazionale.

La Carta come riferimento comune a partire da un caso studio mascherato

La prima giornata si è aperta con una lezione di Chiara Pignaris dedicata ai modelli e agli strumenti della partecipazione e alla nuova Carta, presentata come quadro di riferimento per orientare processi trasparenti, inclusivi e capaci di generare fiducia tra istituzioni e comunità.
A seguire, docenti e studenti hanno lavorato su un caso studio mascherato ispirato a una vicenda reale caratterizzata da numerose criticità. Il caso riguardava la riqualificazione di un’area dismessa che l’amministrazione intendeva trasformare in una piazza pubblica. Il processo partecipativo veniva avviato senza il coinvolgimento iniziale degli uffici tecnici, mentre esisteva già un progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato che – su richiesta del sindaco – non veniva comunicato nella fase iniziale del percorso.
Nel caso mascherato, il processo aperto alla comunità ha portato alla costruzione di molte proposte per la nuova piazza, pensata come un parco. Tuttavia, senza una piena considerazione dei vincoli tecnici e infrastrutturali, quando questi elementi sono emersi e si è chiarita l’impossibilità di realizzare buona parte delle idee di cittadine e cittadini è diventato evidente lo scarto tra aspettative e fattibilità che ha alimentato la protesta e il fallimento del percorso.

L’analisi del caso studio con la Carta, dai temi emersi al ruolo del facilitatore

A partire dal caso, la Carta è stata utilizzata da studenti e studentesse prima come strumento di valutazione critica per individuare i principali punti di disallineamento tra processo partecipativo, decisione politica e fattibilità tecnica; poi, a seguire, per ripensare il processo ispirandosi a valori e principi della Carta mettendosi nei panni del facilitatore incaricato.
Tre elementi chiave sono stati posti con particolare evidenza da studenti e studentesse del master:

  • la trasparenza e l’informazione, come condizioni fondative del processo e basilari per generare fiducia;
  • il render conto, essenziale per la gestione delle aspettative e la credibilità del percorso;
  • la relazione con il committente, dal sindaco agli uffici tecnici, come snodo decisivo nella definizione di obiettivi e vincoli effettivi della partecipazione.

La discussione ha poi evidenziato il ruolo chiave del facilitatore quale figura strategica e di connessione tra mondi diversi – civico, politico-amministrativo e tecnico – chiamata a garantire dialogo e coerenza tra immaginazione collettiva e fattibilità.

Le controproposte della classe Urise

Studenti e studentesse hanno elaborato alcune controproposte per affrontare le criticità emerse, in particolare quelle legate alla mancata trasparenza iniziale e alla separazione tra processo partecipativo e decisione tecnica e politica.
Tra le proposte, è emersa l’importanza di coinvolgere fin dall’inizio non solo la comunità, ma anche gli uffici tecnici comunali, costruendo alleanze capaci di integrare più saperi e garantire coerenza tra vincoli e immaginazione civica. È stata anche sottolineata la necessità di rafforzare la figura del facilitatore, affiancandolo laddove necessario con competenze legate alla progettazione tecnica e alla mediazione dei conflitti.
Inoltre, è stata evidenziata l’importanza di prevedere una fase iniziale più approfondita di analisi del contesto e di mappatura degli attori, per accompagnare l’Amministrazione in una valutazione più consapevole delle scelte e dei rischi connessi alla non condivisione di tutti gli elementi in causa.

La Carta (e gli errori) come strumento di apprendimento

L’esercitazione simulata che abbiamo sperimentato a Santarcangelo ci dice che la Carta della Partecipazione Pubblica può essere uno strumento di apprendimento sia nell’analisi dei processi e delle politiche pubbliche, sia nella riprogettazione dei percorsi di partecipazione.
Attraverso il caso mascherato, la classe ha infatti potuto assumere il ruolo e il punto di vista del facilitatore — figura professionale verso cui molti e molte intendono orientare il proprio percorso — e lavorare in modo diretto su errori e responsabilità.
Esercitarsi nell’individuazione degli errori ha consentito infatti di leggere le dinamiche del processo e di interpretarne i passaggi critici, comprendendo meglio come riorientare le scelte e quali strumenti usare per rendere la partecipazione più trasparente, informata e plurale.

Hanno partecipato al 7° modulo di Urise 2026: Alessandro Biffi, Andrea Boni, Erica Caridi, Erika Carlucci, Francesca Chiodi, Giovanni Colussi, Alberto Corsi, Beatrice Devigili, Federica Fantozzi, Margherita Gacci, Sofia Garuti, Silvia Giunta, Marco Moroni, Elisa Pucci, Chiara Solinas, Camilla Timo