Castagno di Piteccio, il Borgo Museo di Pistoia

di Elena Mazzoni Wagner

Castagno di Piteccio, il Borgo Museo di Pistoia 

(Borgo Museo – Il cammino del castagno.
Fotografia di Rachele Salvioli

Storia (in breve) di un borgo diventato museo

Castagno di Piteccio, nel comune di Pistoia: un minuscolo borgo toscano situato a circa 12 km dalla città e 500 metri sopra il livello del mare, raggiungibile in auto o treno ma percorribile solo a piedi, abitato da oltre settanta Castagnolə e gattə bellissimə, fondato attorno al 1600 (dopo la misteriosa distruzione di un Castello poco distante, le cui rovine sono servite a costruire il paese), abbracciato da colline e monti ricoperti di boschi, un tempo di castagni, adesso soprattutto di robinia. A Castagno non ci sono negozi, non ci sono bar o ristoranti, né tabacchi o fiorai. Ci sono case in pietra, una sopra l’altra, che si diramano e s’incastrano lungo le due vie di ciottoli maestre. E alcune pietre che conservano da secoli enigmatiche incisioni, simboli e date custodi di antiche storie. C’è la Chiesetta dedicata al patrono San Francesco (festeggiato da sempre con la tradizionale Tortellata alla castagnola), il Residence con la piscina aperta in estate, e la Stazione (una fermata ancora attiva della storica linea ferroviaria Porrettana che attraversa l’Appennino tosco-emiliano): una piccola sala d’attesa color rosa pastello, immersa nel verde della natura; un angolo di mondo che se venisse scoperto dal regista Wes Anderson rischierebbe di diventare famoso come set di un suo prossimo film. E poi c’è la mitica Pro Loco: l’associazione turistica che dal 1958 si occupa di tutelare e valorizzare il borgo di Castagno, la natura che lo circonda e l’arte che dal 1975 lo rende Museo all’aperto. Grazie all’opera del critico d’arte Tommaso Paloscia (Roma 1918 – Firenze 2005), che amava villeggiare qui insieme a famiglia e amici, Castagno ha ereditato un importante patrimonio artistico tra il 1975 e il 2004 diventando un museo a cielo aperto costituito da 12 affreschi e 30 sculture sparse per il paese, parte integrante dell’ambiente. Una preziosa collezione alla quale dal 2019 al 2021 si sono aggiunte nuove opere oltre le “mura”, segnando l’inizio di un progetto di diffusione del museo verso il paesaggio attorno e creando così nuovi percorsi lenti tra arte e natura. 

Oggi a Castagno di Piteccio si possono contare ben 66 opere d’arte. Per contarle tutte è necessario guardarsi bene attorno, e da cielo a terra: alcune si affacciano alle finestre, altre si nascondono tra i cespugli, altre ancora ti sorprendono dietro l’angolo o si fanno notare solo se fai molta attenzione a dove metti i piedi! 

Per “leggerle”, conoscerne l’artista e la sua relazione con Castagno, da dicembre 2021 è possibile accedere all’Archivio Digitale su www.castagnodipiteccio.it tramite il QR code presente sulla targhetta di ogni opera e collegato alla scheda dell’opera. Che senso ha la collezione di un museo se le sue opere non sono fruibili, studiate, conservate, raccontate, condivise, vissute? Castagno di Piteccio, il Borgo Museo di Pistoia, ha quindi messo a disposizione di chiunque e ovunque il suo patrimonio artistico, con il desiderio di creare attorno a sé una comunità glocale ancora più ampia e partecipe, e con la consapevolezza di lasciare uno strumento prezioso a chi in futuro vorrà continuare a prendersi cura di questo museo all’aperto e diffuso, che oggi è un po’ più di tuttə!

(Borgo Museo – Residenza d’artista 2021.
Fotografia di Rachele Salvioli)

Dal libro guida al festival 

Tre anni fa, Castagno di Piteccio andava online e diventava social! Ma il lavoro di CCT-SeeCity (guidezine: www.cct-seecity.com | studio: www.cct.world) per la Pro Loco di Castagno è iniziato prima (nel 2017/2018) partendo dallo studio del territorio e nello specifico da una tesi di laurea diventata un progetto editoriale. L’intento, quello di cercare, raccogliere ed evidenziare le risorse esistenti ma sino ad allora trascurate, sottoutilizzate o ignorate, per creare una trama nuova e fertile, una rete interconnessa di segni e storie, tracce e percorsi. L’analisi è stata tradotta in un prodotto editoriale prendendo spunto dal concetto di atlante: partire da un rilevamento storico e geografico, osservare il paesaggio dall’alto, individuarne significati contemporanei; allo stesso tempo, interagire con il luogo attraverso visite ed escursioni, ricerche e documentazioni, incontri e interviste agli abitanti. È nato così un libro che rivela il borgo museo di Pistoia proponendosi come mediazione creativa, come guida per chi vuole/deve prendersi cura del territorio, per una valorizzazione strategica del paese e lo sviluppo di un turismo lento. Ma anche, naturalmente, per chi ha la semplice curiosità di avvicinarsi in qualità di cittadino o viaggiatore. Da qui, dal Libro Guida ‘Castagno di Piteccio – Il borgo museo di Pistoia’, realizzato da Erika Mazzoni Wagner e pubblicato da CCT-SeeCity, il CdP staff (gruppo di lavoro coordinato da CCT) ha iniziato a pianificare e sviluppare sia la comunicazione (in particolare la narrazione digitale) che la progettazione culturale. Così, il 19 febbraio 2019, Castagno di Piteccio è andato online con un sito web, è diventato social con una pagina Facebook, un gruppo Facebook, un profilo Instagram e due hashtags di riferimento: #CastagnoDiPiteccio e #BorgoMuseo. Per la stagione eventi, CCT ha invece ideato e organizzato una serie di attività raccolte in tre format principali: Castagno di Maggio – percorsi lenti; Borgo Museo Festival; Residenza d’Artista. Ed ecco che è nato un nuovo centro culturale per chi ama l’arte e la natura, in grado di avvicinare la città alla montagna e viceversa, ecco il Borgo Museo di Pistoia.

(Borgo Museo – Libro Guida
Fotografia di Rachele Salvioli)
(Borgo Museo – Via Maestra
Fotografia di Rachele Salvioli)