Il 16 Gennaio 2026 il Comitato per Villa Giaquinto compie i suoi primi 10 anni di vita collettiva. Sembra incredibile, ma sono già passati 10 anni da quella mattina in cui, in centinaia, liberammo un parco abbandonato nel centro storico della città, dando inizio ad una delle rivoluzioni più importanti di Caserta.
Villa Giaquinto ha rivoluzionato Caserta perché ha messo al centro dell’agenda politica e sociale cittadina tre elementi: le comunità; gli spazi pubblici; la partecipazione. Si tratta di tre elementi che sono stati, per anni, sistematicamente esclusi da chi ha governato e preso scelte decisive per Caserta. Crediamo, dunque, che rimetterle al centro del discorso sia un atto radicale, poiché impatta sulla radice dei problemi della nostra terra, provando a cambiare le cose con segni e azioni fortissime.

D’altronde, proprio quella di Villa Giaquinto è una storia che testimonia come comunità, spazi pubblici e partecipazione possano essere il motore di un cambiamento concreto e fortemente impattante sulla comunità. Il 16 gennaio 2016, durante una giornata di mobilitazione cittadina contro l’allora Governo nazionale, barricatosi nella Reggia di Caserta, un gruppo eterogeneo di studenti, attivisti e abitanti decise di rompere il lucchetto che teneva chiuso da troppi mesi il cancello di Villa Giaquinto. Non avevamo un progetto strutturato, né un piano definito, ma tanta rabbia per una città abbandonata, tanta voglia di cambiare il futuro e anche una buona dose di incoscienza. Quello che nessuno poteva prevedere era che quel gesto, quasi casuale, avrebbe dato vita a una delle esperienze più durature e significative di gestione civica di un bene comune nella città di Caserta e dell’intero Sud Italia.
Prima di quella mattina, Villa Giaquinto era stata tante cose: un luogo di ritrovo, uno spazio di quartiere, una casa per tante e tanti. Ma era stata anche una piazza di spaccio, un luogo di solitudine e abbandono. Un ettaro di verde nel cuore urbano di Caserta, una città senza verde e piena di cemento, troppo spesso abbandonata a sé stessa e relegata agli ultimi posti della qualità della vita.

Dal 16 gennaio 2016 abbiamo scelto un metodo nuovo di gestire lo spazio pubblico; abbiamo scelto di decidere insieme, di includere chi normalmente è escluso dalla gestione della cosa pubblica. Abbiamo deciso di essere di nuovo comunità, di prenderci cura di noi stessi e dei nostri legami attraverso la cura di un parco abbandonato. Abbiamo scelto di costruire e diffondere il modello dei beni comuni: un percorso complesso, basato sulla democrazia, sulla partecipazione e sulla gestione condivisa, in cui ogni cosa è decisa e realizzata collettivamente. Non è una scelta facile: si tratta di una scelta pedagogica, perché richiede di imparare a rispettare gli altri e di essere disponibili al compromesso per il bene di tutti. Eppure riteniamo che si tratti di una scelta vincente, perché permette di coinvolgere, di tenere assieme, di costruire comunità.
Questo è uno degli aspetti decisivi dell’esperienza di Villa Giaquinto bene comune: la comunità. La cura del parco è uno strumento per prendersi cura della comunità che lo abita, per tessere relazioni solidali e creare reti democratiche che contrastino la solitudine e l’abbandono. Villa Giaquinto, quindi, non è un semplice parco. La nostra comunità l’ha trasformata in un centro culturale e sociale unico nel suo genere. Lo si nota entrando: orto, giostre colorate, eventi culturali, graffiti, arte pubblica, musica, verde curato, bookcrossing, vita. Villa Giaquinto è un parco open source dove chiunque può proporre e trasformare un’idea in realtà, dov’è possibile piantare un albero, prendersi cura dell’orto, organizzare la presentazione di un libro o fare una passeggiata.
Villa Giaquinto è divenuta un dispositivo generativo che ha creato possibilità in tutta la città, dove è stata da esempio per cittadini e cittadine che hanno deciso di prendersi cura di spazi pubblici. Oggi, infatti, esistono altri 3 parchi gestiti comunemente e sono innumerevoli i patti di collaborazione siglati dal Comune. Villa Giaquinto ha anche generato tre Regolamenti comunali: quello sui Beni comuni, quello sulla street art e quello sugli orti urbani.

In questo bilancio sociale che presentiamo per raccontare i primi 10 anni di Villa Giaquinto bene comune c’è la testimonianza di questa comunità. È un racconto corale di quello che significa questa sperimentazione per questa città e non solo.
Non sappiamo cosa ci attende per il futuro, ma siamo certi che ogni sua pagina sarà scritta collettivamente, cercando di restituire alla comunità il diritto di decidere insieme sugli spazi che abitano e, attraverso questi, sulle proprie vite.
Per leggere il bilancio sociale, segui questo link: https://drive.google.com/file/d/18064CF3En4vTPFhCTB1g63n89jI8MMbN/view?usp=sharing