U-Rise VII: 5 novità per formare i professionisti della rigenerazione urbana nella città post-pandemica

L’edizione VII arriva dopo un anno di sperimentazione e di allargamento di alcuni orizzonti che riteniamo ormai irrinunciabili all’interno dell’esperienza didattica di U-Rise. 5 sono i punti su cui abbiamo costruito il nuovo programma, con molte conferme e alcune importanti novità

a cura di Adriano Cancellieri e Lucio Rubini

L’edizione VII arriva dopo un anno di sperimentazione e di allargamento di alcuni orizzonti che riteniamo ormai irrinunciabili all’interno dell’esperienza didattica di U-Rise.

5 sono i punti su cui abbiamo costruito il nuovo programma, con molte conferme e alcune importanti novità:

  1. Modalità mista presenza/on-line
  2. Tre affondi tematici: ambiente, spazio pubblico, diversità
  3. Un progetto formativo costruito a clessidra, suddiviso in due parti 
  4. Il caso-studio di Palermo
  5. Orientamento e tutoraggio ai singoli percorsi individuali
  1. Modalità mista presenza/on-line

Sul fronte dell’organizzazione della didattica, l’edizione VII conferma la scelta di avere una fruizione anche on-line del Master. Abbiamo fatto due anni di esperienza e sperimentazione su questo, e stiamo perfezionando la dimensione più adatta per valorizzare le tante dinamiche e momenti del Master.

Da una parte investiamo sulla tradizionale intensità della didattica in presenza, comunque ripresa anche in modalità streaming e fruibile da remoto. Dall’altra, valorizziamo la dimensione on-line per intensificare il percorso formativo e per alcuni momenti di didattica “bonus track”, di mezza giornata per approfondimenti puntuali.

  1. Tre affondi tematici: ambiente, spazio pubblico, diversità

Il percorso formativo approfondisce tre temi che consideriamo centrali, vale a dire: l’ambiente, il progetto dello spazio pubblico e la diversità; un intero modulo sarà infatti dedicato alla resilienza ambientale, un secondo modulo al fare rigenerazione in contesti multiculturali e ben due moduli site-visit al progetto dello spazio pubblico in due contesti molto diversi. Milano, per le importanti esperienze di innovazione nel progetto dello spazio pubblico urbano e la Val Venosta in Alto Adige per le tante progettualità avviate su questa particolare area interna. 

  1. Un progetto formativo costruito a clessidra, suddiviso in due parti

La prima parte è dedicata alla costruzione del campo da gioco del Master, con la discussione di teorie e approcci per una possibile definizione di rigenerazione urbana via innovazione sociale:  

La seconda parte riguarda invece l’immersione e le esperienze sul campo, che alterneranno formazione frontale, site-visit e parti laboratoriali (Milano, Palermo e Val Venosta in Alto Adige). Particolarità dell’edizione 7 del Master è proprio l’assetto a clessidra dato dallo snodo di questa dimensione immersiva nei casi-studio, con il caso di Palermo che accompagnerà infatti la classe per il resto dell’anno.

La parte terza alternerà poi la formazione di metodi e strumenti per la progettazione a parti laboratoriali, tra cui – novità dell’edizione VII – un intero modulo dedicato agli approcci e strumenti per la facilitazione e la partecipazione. L’occasione ha portato anche ad allargare la faculty del Master con due nuovi docenti: la professoressa Maria Cerreta dell’Università Federico II di Napoli e Elena Farnè, professionista sui temi della partecipazione.

  1. Il caso-studio di Palermo

L’edizione VII identifica nel caso studio di Palermo l’oggetto su cui la classe andrà a lavorare per gruppi nei mesi successivi. Dopo l’immersione nel contesto parlemitano con attività di analisi e ricerca sul campo, i partner locali lanceranno alla classe alcune sfide su cui cimentarsi per costruire dei project work collettivi. Questi momenti di lavoro saranno organizzati in aula nei moduli successivi dedicati agli strumenti di progetto, e vedranno un costante accompagnamento da parte di esperti con attività di mentoring e supervisione ai gruppi di studenti, principalmente in modalità on-line. il project work avrà infine un momento di restituzione e discussione alla fine dell’anno.

Lo scorso anno il project work collettivo ha lavorato con successo sul caso-studio di Fondazione Foqus di Napoli, con un importante percorso di apprendimento e scambio con questa realtà. Ci ha permesse di entrare nel cuore di alcune dinamiche che riguardano i molti aspetti delle esperienze di rigenerazione urbana via innovazione sociale. Leggi qui due brevi articoli scritti da studentesse della classe, per capire come è andata. Articolo 1 e Articolo 2.

  1. Orientamento e tutoraggio ai singoli percorsi individuali

La modalità on-line ci ha permesso di mettere a punto un’importante occasione di conoscenza, confronto e scambio con i singoli studenti e studentesse, tramite l’organizzazione di momenti periodici di incontro one-to-one. L’obiettivo è mettere a fuoco i singoli obiettivi formativi per costruire una mappa personale delle competenze fino all’orientamento alla scelta della sede e alla costruzione del proprio progetto di tirocinio.

(cc) Lucio Rubini

 

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