Seconda tappa di U-Rise a Napoli: sfide e scenari di futuro

Le tappe della VI edizione di U-Rise a Fondazione FOQUS hanno segnato il passaggio dalla dimensione virtuale a quella fisica, e quindi concreta e pratica di questa edizione del master. Raccogliere le sfide della Fondazione e progettare scenari di futuro ha reso FOQUS, per noi partecipanti di questa edizione, una vera e propria casa, un luogo concreto da abitare. [a cura di Laura Lorenza Magnani]

a cura di Laura Lorenza Magnani

Seconda tappa di U-Rise a Napoli: sfide e scenari di futuro

Dal 19 al 22 Maggio dell’anno in corso, la VI edizione del Master U-rise ha fatto tappa a Fondazione FOQUS, nel cuore dei  Quartieri Spagnoli di Napoli.  Sabato 23 ottobre siamo tornati alla Fondazione per condividere l’esito di un percorso che ci ha visti impegnati in questi mesi.

Le tappe a FOQUS hanno segnato, sia per noi studenti che  per i docenti, il passaggio dalla dimensione virtuale  a quella fisica,  quindi concreta e pratica, del percorso di formazione affrontato in questa edizione. 

Infatti, è stato all’ex istituto Montecalvario, sede della Fondazione, che ci siamo incontrati dal vivo per la prima volta, condividendo spazi e idee senza più l’intermediazione di connessioni internet, piattaforme e schermi.

Ci siamo così immersi nella realtà della Fondazione e dei Quartieri. Agli incontri più accademici e di confronto si sono affiancati laboratori immersivi svolti dentro e fuori la Fondazione. Abbiamo osservato il contesto che ci ospitava, siamo stati osservati da chi lo vive, ci siamo confrontati con i soggetti che animano FOQUS con  modalità e ruoli differenti: lo staff amministrativo, gli insegnati della scuola, le persone che vivono ai Quartieri. 

Lavorare con FOQUS ha aiutato noi partecipanti a passare da una dimensione operativa per certi versi più astratta e teorica del percorso formativo, resa esclusiva fino a quel momento dall’attuale contingenza storica che ci aveva visti costretti a frequentare il master interamente online, ad una dimensione più concreta. In questa occasione infatti abbiamo potuto esplorare in prima persona come funziona una realtà complessa, consolidata ed emblematica come FOQUS, che si occupa di rigenerazione urbana producendo innovazione sociale. 

Abbiamo visto come tutto quel portato di concetti e riflessioni trattati nei moduli online, si possano tradurre  concretamente in spazi, azioni e persone che vivono un territorio progettando per e con chi lo abita, al fine di  sostanziare  passo dopo passo quell’idea di cambiamento che li guida e ispira.

A maggio FOQUS ha lanciato a noi studenti alcune sfide che riguardano il suo futuro, ci ha chiamati a svilupparle nei mesi successivi, per poi confrontarci su quanto emerso e quindi sulle prospettive che sguardi esterni e nuovi come i nostri possono costruire per il domani della Fondazione.

Da qui il nostro ritorno a Napoli di ottobre.

(cc) Lucio Rubini

Le sfide lanciate hanno determinato un altro passaggio chiave dalla dimensione virtuale a quella concreta del nostro percorso formativo,  perché ci hanno messo faccia a faccia con i “temi caldi” che riguardano l’operato di FOQUS, le criticità presenti e soprattutto le possibili modalità d’azione per rendere costruttivi i possibili conflitti che si creano al suo interno.

Abbiamo toccato con mano la complessità della gestione di FOQUS, una realtà composita che lavora su fronti diversi e racchiude anime differenti, ognuna delle quali contribuisce ad aumentare il livello di entropia complessivo della Fondazione: una cosa è vedere processi di gestione schematizzati su slide, una cosa è vedere come questi prendono forma e trovano spazi nella loro attuazione.

Fattori esterni e non calcolati possono condizionare la buona riuscita o meno del progetto ideato, l’abilità sta nel gestirli e vedere occasioni di crescita anche nell’imprevisto.

Abbiamo riflettuto sull’identità della Fondazione, su quanto questa sia costruita dalla sommatoria del valore pubblico che FOQUS genera e dai profili di chi è nella governance del progetto, degli stili operativi e degli ideali che porta. Il tema della sostenibilità è stato trasversale a tutte le sfide individuate, al fine di mettere in campo azioni che siano sostenibili e durature nel tempo, riuscendo nel contempo a comunicarne il valore.

Ci siamo infine interrogati sul gigantesco tema “comunità e reti”. FOQUS è abitata da comunità che frequentano la Fondazione con scopi diversi:  è inserita nella comunità dei Quartieri, ma anche nella comunità più estesa delle realtà che si occupano di rigenerazione urbana al Sud e non solo. Allora, come migliorare la convivenza tra gruppi diversi e renderla più arricchente per tutti i partecipanti? Come consolidare la relazione tra FOQUS e il territorio in cui insiste, rafforzando i legami con la cittadinanza? Come costruire nuovi reti “corte” e di prossimità? Come aggiungere maglie a quelle reti “lunghe” che la Fondazione ha costruito nel tempo, supportando e rafforzando occasioni di autoapprendimento reciproco? Tutti questi temi e interrogativi sono stati al centro della restituzione del lavoro che noi studenti abbiamo fatto in questi mesi per cercare possibili risposte alle sfide che ci erano state lanciate.

Ed è così che una realtà a noi apparentemente lontana come FOQUS, grazie a questo percorso e alla sua propositiva accoglienza, è diventata per noi come una casa, un luogo concreto da abitare.

(cc) Lucio Rubini

 

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